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Ucraina. "Guerra fredda" con l'Europa sul caso Tymoshenko

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Ucraina. "Guerra fredda" con l'Europa sul caso Tymoshenko

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A Kiev fa già caldo, ma si parla di “guerra fredda” con l’Europa sul caso Tymoshenko. Alcune personalità di Bruxelles e il governo tedesco in blocco hanno minacciato di non assistere ai campionati europei di calcio per protestare contro i maltrattamenti che la leader dell’opposizione avrebbe subito in prigione. Nella capitale ucraina, le reazioni europee irritano l’esecutivo, meno la popolazione:

“Secondo me è una cosa positiva che dall’estero si interessino a quello che succede qui, perché noi siamo troppo impauriti per agire” dice una ragazza.

“Tanto verranno lo stesso – dice un giovane – è solo una manipolazione, non hanno scelta”.

“I politici europei sono razionali e cauti e non parlano tanto per parlare – aggiunge un altro – Invece i nostri politici cambiano idea ogni momento”.

Kiev non risponde alla proposta della Germania, pronta ad accogliere in un ospedale di Berlino l’ex premier ucraina che soffre di ernia discale. In prima linea c‘è il ministro tedesco dell’ambiente Norbert Röttgen:

“Non propongo un boicottaggio sportivo, perché credo che l’attenzione mediatica legata all’Euro 2012 sia una buona cosa per l’opposizione. I dittatori fuggono dai riflettori come il diavolo dall’acqua santa. I politici, però, dovrebbero evitare di farsi usare dal regime per giustificarsi”.

La controversa condanna a 7 anni per abuso di potere di Yulia Tymoshenko è legata alle altrettanto controverse modalità della firma di un contratto con Mosca per la fornitura di gas.