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Spagna: manifestazioni contro l'austerità


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Spagna: manifestazioni contro l'austerità

Migliaia di persone hanno protestato contro la politica d’austerità del governo spagnolo: manifestazioni-fiume hanno bloccato oltre cinquanta centri urbani, anche se la partecipazione è stata inferiore a quella delle proteste di marzo.
Sulla partecipazione hanno pesato il bel tempo e il ponte del primo maggio.

Il capo del governo, Mariano Rajoy, era impegnato in una convention del Partito popolare, a Madrid: ha parlato di austerità, ha spiegato le scelte inevitabili.

“Abbiamo dovuto alzare alcune tasse, e so bene che questo non era nel nostro programma. faremo il possibile per non doverlo fare più in futuro, ma non c’era scelta”.

Oltre alle tasse, ci sono i tagli di spesa, con i quali il governo spera di recuperare 27 miliardi quest’anno. E sono proprio i tagli che non vanno giù al leader della Sinistra Unita:

“Continueremo a protestare nelle strade per tutelare i servizi pubblici essenziali: salute, educazione, servizi sociali. E continueremo a dire al governo che esiste un’alternativa ai tagli, per risolvere il problema del deficit. E l’alternativa è aumentare le entrate”.

Oltre ai tagli di pertinenza diretta del governo, ne sono previsti anche nelle competenze regionali, in particolare per la sanità, settore dal quale l’esecutivo spera di ottenere risparmi per almeno altri dieci miliardi. Un rigore che però, secondo i manifestanti, non fa che deprimere la crescita e quindi il lavoro. La disoccupazione in Spagna sfiora il 25%.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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