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Grecia: l'accoglienza degli immigrati in tempo di crisi

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Grecia: l'accoglienza degli immigrati in tempo di crisi

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Aperto ad Atene un centro di prima accoglienza per i clandestini: ospita già oltre 200 immigrati in attesa di rimpatrio, un numero che dovrebbe salire a 1200 entro fine maggio.

È la prima risposta del governo all’emergenza: è dalla Grecia, infatti, che filtra il 90 per cento degli irregolari dell’Unione europea.

Espediente pre-elettorale, tuonano i vertici del piccolo comune che ospita la struttura.

A cavalcare l’onda della protesta dei residenti, aggravata dalla crisi, è l’estrema destra:

“Le industrie greche debbono rinascere”, dichiara Giorgos Germenis, ideologo del partito di estrema destra Golden Dawn, “Le ciminiere del settore chimico debbono riprendere a funzionare. E, naturalmente, tutti gli immigrati clandestini debbono andarsene. Sono più di tre milioni, se se ne andassero tutti, ci sarebbero tre milioni di posti in più per i Greci”.

I partiti al governo pagano lo scotto delle impopolari misure di asterità votate per evitare la bancarotta e ottenere i prestiti internazionali:

“Siamo disperati, non abbiamo fiducia nel Pasok e in Nuova Democrazia”, racconta un ateniese, “E allora ci siamo rivolti all’estrema destra e ad altri piccoli partiti”.

Che dal canto loro hanno risposto fornendo cibo e vestiario ai greci in difficoltà. E proponendo di minare le frontiere.

“Questo tipo di retorica, che stigmatizza in modo generalizzato le persone più vulnerabili, porta benefici a breve a coloro che alimentano le paure”, commenta Javed Aslam, capo della comunità pakistana in Grecia, “Ma è molto pericoloso sul lungo periodo per la società nel suo complesso”.

Spaventata dall’ascesa dell’estrema destra e memore dell’occupazione nazista e della dittatura militare, una parte del paese è scesa in piazza per dire no al razzismo e per sostenere gli immigrati, che secondo le autorità elleniche sono 1 milione a fronte degli oltre 11 milioni di greci.