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Chiuse le polemiche seguite ad alcune esclusioni eccellenti, nel primo giorno di campagna elettorale la corsa per la presidenza in Egitto è già entrata nel vivo.

Per il voto del 23 e 24 maggio si profila un testa a testa tra radicali e moderati, con il candidato dei Fratelli Musulmani che mostra di avere idee molto chiare per il futuro del paese: “Ho vissuto a lungo – ha detto durante il suo comizio Mohamed Mursi – in attesa del giorno in cui sarà possibile applicare la legge di Dio, la Sharia, al nostro popolo e a noi stessi’‘.

In testa nei sondaggi con il 41% delle intenzioni di voto, l’ex segretario generale della Lega araba, Amr Moussa che punta ad aggregare l’elettorato moderato per evitare il secondo turno. “Credo che l’Egitto sia stato ferito e che sia stato gestito male – ha detto Moussa in conferenza stampa – Ma l’Egitto non deve rappresentare un esperimento inedito che potrebbe portarci in un periodo di instabilità e confusione”.

Alle sue spalle si fa strada il candidato islamico Abdel Moneim Aboul Fotouh, appoggiato dei salafiti, che incassa il sostegno anche del blogger e attivista anti-Mubarak, Wael Ghonim.

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