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Violenze in Siria, Stati Uniti: "la pazienza è finita"

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Violenze in Siria, Stati Uniti: "la pazienza è finita"

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Niente è cambiato in Siria da quando è iniziata la missione dell’Onu per far fermare le violenze che da un anno devastano il Paese. Secondo quanto ha scritto all’Ansa un avvocato membro dei comitati anti-regime, dall’invio degli osservatori sono state 462 le persone uccise, tra le quali 34 minori.

“La pazienza degli Stati Uniti è esaurita – ha detto Susan Rice, ambasciatore americano presso le Nazioni Unite – e valuteremo con attenzione se questa missione degli osservatori stia avendo l’impatto che ci si attendeva, anche se le nostre aspettative erano basse”.

Il segretario generale Ban Ki-moon si è detto gravemente allarmato dalle notizie che giungono dalla Siria. Alcuni Paesi affermano di essere pronti a votare una risoluzione in base al capitolo 7 della Carta Onu, che prevede anche l’uso della forza. Ma la Lega Araba frena, per bocca del suo segretario generale, Nabil Elaraby:

“Il capitolo 7 non significa necessariamente l’uso della forza, il capitolo 7 significa prendere un provvedimento vincolante per il governo siriano. Comunque è difficile. Facile e dirlo e metterlo per iscritto, ma passerà al Consiglio di sicurezza?”

La risposta è, con ogni probabilità, no. Dato che Cina e Russia, membri del Consiglio di sicurezza con diritto di veto hanno già chiarito che non voterebbero mai una risoluzione che preveda un intervento militare in Siria.