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Grecia: anti-europeismo fa crescere l'estrema destra

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Grecia: anti-europeismo fa crescere l'estrema destra

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Pochi manifesti per le strade di Atene a dieci giorni dalle elezioni politiche più delicate dalla fine della dittaura dei colonnelli.

Il quinto anno di recessione ha messo la Grecia in ginocchio e costringe un giovane su cinque a emigrare, alimentando un sentimento anti europeo che la politica cerca di arginare.

“La grande maggioranza dei greci riconosce i notevoli e duraturi benefici per il nostro paese nell’ambito dell’Unione europea e dell’euro – ha detto il primo ministro Lucas Papademos – Dobbiamo difenderli dalle critiche euroscettiche, o peggio eurofobiche, e da altre tendenze marginali”.

Il deserto di speranza nel quale si tengono queste elezioni innesca una guerra tra poveri con gli immigrati clandestini. Il governo ha disposto il loro trasferimento nei centri d’accoglienza, mentre i sondaggi danno in crescita l’estrema destra.

“La situazione economica crea un’atmosfera più tesa – spiega Ketty Kehayioglou, portavoce del Unhcr – e la frustrazione tra la popolazione è un terreno fertile per la creazione di capri espiatori”.

La crisi ha prodotto un incremento del 50% delle domande di rimpatrio, ma per molti la Grecia è la porta verso il benessere e in migliaia restano in fila per chiedere asilo, nonostante un aumento delle violenze a sfondo razziale.