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Taylor, sentenza storica dopo 5 anni di processo

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Taylor, sentenza storica dopo 5 anni di processo

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Crimini di guerra, crimini contro l’umanità: in tutto sono undici i capi di imputazione per i quali Charles Taylor è stato riconosciuto colpevole dal tribunale speciale per la Sierra Leone. Non accadeva da 65 anni che una corte internazionale condannasse un ex capo di stato.

Presidente della Liberia dal 1997 al 2003, Taylor ha collaborato con i ribelli del Fronte rivoluzionario Unito, rendendosi responsabile di omicidi, mutilazioni e stupri commessi in Sierra Leone.

Il bilancio della guerra civile, tra il 1991 e il 2002, è di almeno 50mila civili uccisi, mentre i profughi si contano a milioni. Ma più dei numeri parlano le storie delle vittime, spesso bambini, che subirono l’amputazione degli arti da parte dei gruppi ribelli. Pratiche intese a terrorizzare la popolazione civile.

Taylor fornì aiuto materiale e sostegno morale al Fronte Rivoluzionario Unito, che boicottò un primo accordo per un cessate il fuoco nel 1999. Secondo la corte, l’ex presidente della Liberia non avrebbe personalmente ordinato i crimini, come riteneva invece la procura. Ma il tribunale gli ha riconosciuto un ruolo di primo piano come finanziatore della guerra. In sostanza, Taylor vendeva armi ai gruppi ribelli, aggirando un bando imposto dalle Nazioni Unite, e ne riceveva in cambio diamanti estratti illegalmente in Sierra Leone.

Il legame tra Taylor e i diamanti di sangue è stato al centro della testimonianza al processo di Naomi Campbell, nel 2010. Secondo la procura, l’ex presidente liberiano avrebbe fatto consegnare diamanti grezzi alla top model, dopo una cena organizzata da Nelson Mandela in Sudafrica.

Attraverso 50mila pagine di testimonianze, il processo, iniziato nel 2007, ha raccontato uno dei conflitti più sanguinosi che siano stati combattuti nel continente africano.