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Damasco non rispetta gli impegni con le Nazioni Unite, la repressione continua e gli osservatori non sono in grado di operare sul terreno.

Questa l’istantanea della guerra civile siriana, che nella ultime 24 ore ha fatto almeno 31 morti. A Idlib, l’esercito ha aperto il fuco contro un autobus uccidendo 4 civili.

Il tira e molla del regime spinge, per la prima volta, la Francia a evocare l’intervento militare: “Il piano di mediazione è fortemente compromesso – ha detto il ministro degli esteri Alain Juppé – E se non funziona, non possiamo permetterci di essere sfidati da un regime che non mantiene neanche uno dei sei impegni del piano di pace. Pertanto dobbiamo passare ad una nuova fase”.

Parigi ha chiesto di anticipare l’invio dei 300 nuovi osservatori nei prossimi 15 giorni, mentre i beretti blu già presenti sul campo hanno visitato Homs e Hama. L’esercito di Bashar al Assad – denucia l’Onu – non si è ritirato dalle città e le bombarda subito dopo la partenza degli osservatori.

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