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Portogallo: contro la recessione ritorno alla campagna?

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Portogallo: contro la recessione ritorno alla campagna?

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Lo scorso 14 aprile il parlamento portoghese ha ratificato il patto di bilancio europeo.
Dopo la Grecia è il secondo paese dell’Unione Europea a sottomettersi al meccanismo di sanzioni automatiche. Scattano nel caso di violazione degli standard fissati da Bruxelles, come il superamento del deficit strutturale tollerato fino all’0.3% o del deficit pubblico fissato al 3% del Pil.

L’approvazione delle nuove regole è stata appoggiata dalla maggioranza dei deputati e sostenuta anche dall’opposizione socialista. Il paese si trova sotto la stretta osservazione della Troika europea dopo che nel maggio dello scorso anno ha ricevuto aiuti internazionali per 78 miliardi di euro, suddivisi in 3 anni.

In cambio Lisbona ha tagliato drasticamente il deficit. In un anno è passato dal 9,8% al 4,2%. Il problema resta l’enorme debito pubblico, che continua a crescere: alla fine dell’anno toccherà il 115% del Pil.

Al tempo stesso il piano di austerità ha provocato la recessione e di conseguenza aumentato la disoccupazione. A febbraio si attestava al 15%.
Migliaia di persone si trovano in condizioni drammatiche. Come Henrique, muratore di 46 anni, senza lavoro o Fernanda Zera, ex segretaria. Da due anni vive con i 400 euro del sussidio di disoccupazione.
In cambio di cibo Fernanda lavora all’associazione Auxilio et Amizade.

“La classe media è scomparsa – dice Fernanda – Prima ne facevo parte, ora non so nemmeno a quale classe appartengo. Faccio del mio meglio per sopravvivere”.

Riuscire inoltre a vivere con dignità a Lisbona e nelle altre città sta diventando impossibile. Per questo molti cittadini ritornano ai paesi di origine dei propri genitori. Proprio come ha fatto José Diogo.

“A Lisbona è difficile trovare lavoro – dice José – Avevo l’opportunità di tornare qui,la qualità della vita è migliore. Le prospettive nella mia vita restano intatte, per questo ho iniziato la mia avventura qui in campagna”.

In Portogallo potrebbe realizzasi il fenomeno di un esodo al contrario rispetto agli anni sessanta.