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Osservatori in Siria: l'Onu denuncia una "selezione all'entrata"

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Osservatori in Siria: l'Onu denuncia una "selezione all'entrata"

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In Siria il braccio di ferro si sposta sugli osservatori internazionali. Ripetutamente violato il cessate il fuoco, Damasco avrebbe ora secondo l’Onu anche rifiutato l’ingresso ad almeno uno di loro e detto che non accetterà quelli di paesi aderenti al gruppo “Amici della Siria”.

A poche ore dall’appello di Kofi Annan ad accelerare i tempi per l’invio dei 300 berretti blu, una “selezione all’entrata” che l’inviato statunitense alle Nazioni Unite definisce inaccettabile.

Non sembra inoltre casuale che vengano proprio dalla Cina filosiriana alcuni dei quattro osservatori che, scampati al filtro di Damasco, hanno invece potuto raggiungere i loro colleghi sul campo.

Le ripetute violazioni del cessate il fuoco hanno intanto alimentato l’esodo per la Giordania. In cinquecento, fra cui molte donne e bambini, sarebbero arrivati nel solo weekend. Più di 12.000 quelli dall’Agenzia Onu per i rifugiati alla metà di aprile.

Un esodo che mette a dura prova la macchina degli aiuti e fa gridare all’allarme le Nazioni Unite: degli oltre 60 milioni di euro promessi dalla comunità internazionale, appena un quinto sarebbero finora stati versati.