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Caso Murdoch: rivelazioni scomode per il governo britannico

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Caso Murdoch: rivelazioni scomode per il governo britannico

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Ancora guai per il governo britannico: sospettato di aver favorito il gruppo Murdoch, il ministro della cultura rifiuta di dimettersi, dopo che i legami troppo stretti con la News corporation sono già costati il posto al suo assistente, Adam Smith.

Jeremy Hunt, incassato il sostegno di David Cameron, difende il proprio operato e affronta il parlamento: “Sono certo che quando avrò presentato le mie prove, il pubblico vedrà che ho condotto questo processo con scrupolosa correttezza”.

“La realtà è che non stava giudicando l’offerta, la stava sostenendo”, attaccano i laburisti, “Dovrebbe quindi dimettersi”.

Davanti alla commissione Leveson, martedì, James Murdoch ha negato che Hunt abbia tentato di aiutare la News Corp nell’acquisizione delle azioni di BSkyB.

Il padre, Rupert Murdoch, ha poi minimizzato i legami con la classe dirigente britannica.

Il miliardario conferma i diversi incontri con Cameron, ma nega qualsiasi richiesta illecita.

“Quest’udienza”, ha detto il tycoon australiano, “è l’occasione per mettere fine ad alcune leggende”.

Altamente impopolare dopo lo scandalo degli ascolti telefonici illeciti, Murdoch ha evocato la guerra che Gordon Brown gli avrebbe dichiarato quando il Sun si schierò con i conservatori.