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Norvegia: prime, parziali scuse dello stragista di Utoya

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Norvegia: prime, parziali scuse dello stragista di Utoya

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Desolato, ma solo per alcuni: Anders Breivik, lo stragista di Utoya, si è scusato per le vittime che non avevano appartenenza politica. Al sesto giorno del suo processo, Breivik è apparso molto convinto delle sue ragioni, tanto da dirsi vittima di un “grave razzismo” mirante a farlo passare per pazzo, per sminuire la sua ideologia. Ha anche spiegato perché alcuni ragazzi furono risparmiati: uno, di dieci anni, perché troppo giovane, un altro perché non sembrava un marxista.

Il sopravvissuto, Adrian Pracon, se lo è chiesto continuamente, quel perché: “È sgradevole che sia una questione d’aspetto – commenta ora -. Che per questo io sia in vita, ed altri siano stati uccisi. Che quell’uomo abbia giudicato sulla base dell’aspetto”

Le vittime ai cui parenti Breivik ha offerto le proprie scuse sono quelle di Oslo: nella capitale furono otto i morti, in seguito all’esplosione di un ordigno piazzato in un furgone. Nello stesso momento l’attentatore si trovava sull’isola di Utoya, dove si teneva una riunione dei giovani socialisti. Sparò all’impazzata, uccidendone 69. Era il 22 luglio dello scorso anno.