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Israele: il governo legalizza 3 colonie. Per ANP doccia fredda sulla ripresa dei negoziati

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Israele: il governo legalizza 3 colonie. Per ANP doccia fredda sulla ripresa dei negoziati

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Il governo israeliano ha approvato la legalizzazione di tre colonie in Cisgiordania.
A Sansana, Bruchin e Rachelim, sorte 12 anni fa vivono complessivamente circa ottocento coloni.
Per l’Autorità nazionale palestinese si tratta di un affronto in un momento in cui per rilanciare i negoziati il presidente Abbas con un a lettera la scorsa settimana aveva chiesto il congelamento delle occupazioni.
Per il governo Netanyahu la scelta non porta a nuove colonie:

“Questi territori sono stati acquistati legalmente – dice il ministro israeliano Daniel Herhkowitz – Ora arrivano delle persone che sostengono di esserne le proprietarie. La verità sarà stabilita da un tribunale e son sicuro che verrà trovata una soluzione. Non c‘è nessun piano di sgombero di questi abitanti”.

Al tempo stesso Israele sta cercando di ottenere la proroga dalla Corte Suprema
per impedire lo sgombero di una parte dell’insediamento di Beit El, vicino Ramallah. Sono edifici costruiti su terre private palestinesi.

“Noi siamo i proprietari di questa terra – dice Sharif Yassin, palestinese – Netanyahu non ce la libererà, dobbiamo aspettare che il verdetto della corte israeliana riconosca che questa terra era dei nostri padri. Prima che ce la rubassero qui c’erano le nostre coltivazioni”.

La comunità internazionale considera illegali tutte le colonie presenti sul territorio palestinese: piú di 340 mila coloni abitano in Cisgiordania e piú di 200 mila nei quartieri arabi di Gerusalemme est.