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Francia, caccia ai voti dei candidati esclusi

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Francia, caccia ai voti dei candidati esclusi

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Come si comporteranno al ballottaggio gli elettori di Marine Le Pen? Scelta da quasi un francese su 5, la leader dell’estrema destra non esprime per ora indicazioni di voto per preservare il suo messaggio di rottura in vista delle legislative di giugno.

“Prima – spiega un sostenitore del Front National – era un voto di protesta, soprattutto con Jean-Marie Le Pen, più che altro per fare un dispetto. Ora è davvero un voto di adesione, le idee piacciono ai francesi.”

Marine Le Pen ha in mente un progetto a lungo termine: “Questo primo turno non è fine a sé stesso, ma è l’inizio di un’ampia unione dei patrioti di destra come di sinistra.”

Sul fronte opposto, anche il leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon rivendica il ruolo di ago della bilancia, ma, a differenza di Marine Le Pen, non fa mistero della sua scelta al ballottaggio.

“Siamo noi che abbiamo le chiavi del risultato. Vi chiedo di ritrovarvi tutti a votare il 6 maggio, senza domandare niente in cambio, per battere Sarkozy.”

L’entità dei consensi ottenuti dai candidati minori condizionerà non soltanto il secondo turno, ma anche le elezioni di giugno per il rinnovo di un Parlamento col quale – chiunque vinca le presidenziali – dovrà fare i conti.