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Embargo colabrodo in Francia: avanti così anche al secondo turno

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Embargo colabrodo in Francia: avanti così anche al secondo turno

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Polemiche e voce grossa delle autorità si risolvono in una bolla di sapone: malgrado l’embargo colabrodo e i primi risultati in rete a urne ancora aperte, al secondo turno delle presidenziali francesi si continuerà a votare ad orari sfalsati.

L’ultima parola è del Ministero degli interni, che ha ignorato una raccomandazione della Commissione per la campagna elettorale, per uniformare la chiusura dei seggi.

A rompere per prima l’embargo era stata l’agenzia di stampa France Press, che nel pomeriggio ha inviato ai propri abbonati i risultati dei primi sondaggi. Poi i media belgi e svizzeri, che aggirando la legislazione francese, hanno alimentato il tam tam in rete e smascherato i limiti di un divieto di Pulcinella.

“Se 10.000, ma anche 50-100.000 persone o addirittura un milione di elettori su 45 milioni vengono al corrente dei risultati prima della chiusura dei seggi non cambia nulla – dice ai microfoni di euronews Guy Carcassonne, docente di Diritto pubblico all’Università di Nanterre -. Tutto ciò è una reazione spropositata. Equivale a imbracciare un martello per schiacciare una mosca. Non serve assolutamente a nulla. Meglio lasciare le cose come stanno”.

Per uniformare gli orari di chiusura dei seggi, sarebbe stato sufficiente modificare un decreto ministeriale dello scorso febbraio. Ma dal Ministero degli interni mettono replicano: cambiare forse, ma non in corsa.

“Le regole che impediscono la diffusione di dati sensibili nei giorni delle elezioni risalgono a più di 30 anni fa – ricorda il corrispondente di euronews a Parigi, Gianni Magi -, quando non c’era internet, non c’erano i social-network. In molti si chiedono oggi se non sia il caso di cambiarle queste regole. Il dibattito è aperto”.