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Da Parigi al resto del mondo. Le speranze dei francesi alle urne

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Da Parigi al resto del mondo. Le speranze dei francesi alle urne

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E’ stata una campagna elettorale poco coinvolgente e per certi versi lontana dalla vita quotidiana dei cittadini, ma lo stesso i francesi hanno potuto tirato le loro somme.

Molti degli elettori intervistati si mostrano determinati nella scelta del candidato, ma sono pochi coloro che non si dichiarano delusi, almeno un in parte.

“Si, andrò a votare, ma certo non con entusiasmo. Sono piuttosto rassegnata. In tutti i casi non siamo noi ad avere il potere di scelta”.

Come la signora la pensano in parecchi. Ecco ciò che dice il manager di un albergo parigino:

“Credo che molta gente non sia soddisfatta degli ultimi cinque anni, e voglia cambiare, specialmente in termini di creazione di lavoro”.

La macchina elettorale non gira solo in Francia, ma ovunque nel mondo ci siano rappresentanze consolari francesi. E anche gli elettori fuori dall’Esagono, come questo signore che vive in Gran Bretagna, spiegano il loro punto di vista.

“Come sappiamo il voto è segreto e quindi non dirò per chi ho votato. Posso solo dire di non aver votato per chi propone di aumentare le tasse in modo significativo”.

Speranze più sfumate per i francesi dell’estremo Oriente, che, come fa questo manager che vota in Vietnam, si mostrano realisti, auspicando se non l’impossibile, di sicuro qualcosa di difficile:

“Mi auguro che il nuovo presidente sia capace di dare una nuova direzione al paese. Credo sia necessario, con la crisi che impazza, dunque mi auguro che arrivino novità e speranza per la gente. Credo che speranza sia diventata una parola chiave ora”.