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Mali, il presidente Tourè verso l'esilio in Senegal

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Mali, il presidente Tourè verso l'esilio in Senegal

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Sono state rimesse in libertà, in Mali, le 22 personalità civili e militari fermate all’inizio della settimana e poi arrestate dai golpisti.

Molti di loro sono strettamente legati al rimosso presidente maliano, Amadou Toumani Tourè, che punta a ottenere asilo nel vicino Senegal.

Dallo scorso 22 marzo, il paese subsahariano risulta tagliato in due, con il nord in mano ai ribelli Tuareg e ai gruppi armati di ispirazione islamica, ed il sud sotto il controllo del governo di Bamako.

Tuttavia lo scenario è ancora più contraddittorio, con molti gruppi armati che sebbene puntino a coordinarsi tra loro, restano ancora separati. Medicins ssans frontieres sostiene che siano più di milel al giorno i maliani che cercano di mettersi in salvo oltre confine.

“Abbiamo paura”, spiega un residente vicino alla frontiera, “i ribelli possono attaccarci in qualsiasi momento”.

Secondo un quotidiano di Bamako, gli insorti del nord avrebbero ricevuto un carico di armi con un aereo merci atterrato a Gao. Le armi sarebbero state prese in carico dai jihadisti di Ansar-Din, e immediatamente distribuite con decine di pick-up, dai miliziani di al-Qaida nel Maghreb.