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Egitto: a piazza Tahrir manifestazione trasversale per proteggere la rivoluzione

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Egitto: a piazza Tahrir manifestazione trasversale per proteggere la rivoluzione

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Il cuore del Cairo torna a battere per la rivoluzione. A Piazza Tahrir per la prima volta da mesi si sono ritrovate migliaia di manifestanti di diverse opinioni politiche, dai liberali agli islamisti, per chiedere un rapido passaggio di poteri ai civili.

Mentre manca un mese alle presidenziali la folla vuole anche l’annullamento delle candidature di figure dell’era Murabak, come Amr Moussa, in passato ministro del rais. Manifestazioni anche in altre città egiziane.

“Reclamiamo l’esclusione delle personalità legate al regime precedente, compreso Amr Moussa – dice un membro del movimento 6 aprile – l’adozione di una legge che dissolva il comitato incaricato di redigere la costituzione e la liberazione dei prigionieri politici”.

La giustizia ha congelato le attività della costituente, dominata dagli islamisti e boicottata dai liberali e dai cristiani copti. Il timore è che per questo i militari resteranno più del previsto.

“Respingiamo il regime militare, siamo stufi degli uomini del precedente regime”, afferma una manifestante salafita. “Non abbiamo cacciato dei ladri per sostituirli con altri ladri”.

Un difficile tentativo di riunire tutte le anime della rivoluzione, e quindi le diverse agende politiche. Tutti in ogni caso vogliono che i militari rispettino la scadenza di fine giugno per farsi da parte.

“Siamo qui a piazza Tahrir per diversi motivi, la cosa fondamentale è realizzare gli obiettivi della rivoluzione”, dice un manifestante indipendente.

I fratelli musulmani protestano contro l’esclusione del loro candidato Khairat al Shater, i salafiti contro quella di Hazem Abu Ismail. Fuori dallo scrutinio del 23 e 24 maggio anche l’ex capo dei servizi segreti Omar Suleiman.

Riad Muasses, euronews:
“Un mese prima delle elezioni presidenziali, le città egiziane assistono ancora una volta a manifestazioni contro il consiglio militare, manifestazioni che esigono l’annullamento di alcune candidature. Se continueranno, queste proteste daranno al consiglio militare un pretesto per rinviare il voto”.