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Iraq: attentati in serie. Si teme la mano di Al Qaeda

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Iraq: attentati in serie. Si teme la mano di Al Qaeda

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È salito a 37 morti e 150 feriti il bilancio di una serie di attentati che ha colpito l’Iraq. In poche ore quattordici auto cariche di plastico e tredici bombe sono esplose, tre kamikaze si sono fatti saltare in aria e altri tre commandi armati sono entrati in azione.

Trentatré in totale gli attentati in ben nove città del Paese tra cui Baghdad, Baquba, Kirkuk, Ramadi e Mossul. Nella capitale un’autobomba è esplosa contro il corteo in cui viaggiava il ministro della Salute. Il titolare del dicastero è uscito illeso dall’attentato.

Gli attacchi sembrerebbero portare la firma di Al Qaeda ma finora il gruppo terrorista islamico non ha fatto alcuna rivendicazione. Il massacro è l’ennesimo in Iraq, il più drammatico dopo quello dello scorso venti marzo quando morirono cinquanta
persone e altre duecento rimasero ferite.

Il Paese, dopo il ritiro delle truppe statunitensi, lo scorso dicembre, sta vivendo un periodo di crescente tensione tra i diversi gruppi etnici: sciiti, sunniti e curdi. Il timore è che ora ripiombi in una guerra civile. La peggiore dopo il conflitto tra il 2006 e il 2007.