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Incontro ai vertici della cultura siriana: Azrié canta Adonis

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Incontro ai vertici della cultura siriana: Azrié canta Adonis

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Dall’incontro fra due mostri sacri della cultura siriana, la trasposizione in musica dei versi del rivoluzionario portabandiera della poesia araba contemporanea. Cantante eclettico e compositore uno, letterato a un passo dal Nobel l’altro, hanno dato vita all’album “Abed Azrié canta Adonis”.

“Le dieci poesie che ho selezionato per la nuova raccolta, e per le quali avevo scritto la musica già in passato – racconta Abed Azrié -, rappresentano secondo me la nuova poesia araba. A volte sono composte da sedici parole appena, o anche meno. Ma spesso fanno pensare a nuvole che passano e ci trasportano in luoghi strani e sconosciuti”.

Entrambi siriani, passati per esili più o meno volontari a Beirut e poi radicatisi a Parigi, Abed Azrié e Adonis condividono ben più di un percorso di vita.

“Ala stessa visione del passato,del nostro comune passato, cementa l’unità dei nostri punti di vista – dice Adonis -. E’ una sintonia che si manifesta su molti aspetti della nostra visione del mondo: la fecondità creativa che deriva dal confronto tra Oriente e Occidente, la relazione con la nostra terra natale, la Siria, e con la civiltà occidentale”.

Compositore e intellettuale poliedrico, Abed Azrié condivide con Adonis anche il viscerale rapporto con la lingua araba. Che si tratti di canzoni, saggi o musiche da film, suo obiettivo è tramandarne la ricchezza di un bagaglio inestimabile e millenario.

“Per tutta la vita ho cercato di servire la lingua araba – spiega -. E questo perché proprio come la poesia, è una lingua che porta con sé l’antica memoria del conscio e dell’inconscio, dell’aereo e del materiale, del visibile e dell’invisibile. Ma la poesia non è un’arte prolissa. Quaranta o anche trenta parole possono bastare, perché una poesia racconti molto più di quanto si possa fare con venti libri”.

Poeta del paradosso e dell’estremo, Adonis sposa versi fortemente politici e sociali a una spiccata tensione mistica verso i più grandi misteri dell’esistenza.

“La musica facilita e schiude la possibilità di un contatto più diretto fra il corpo umano e quello universale – dice il poeta e scrittore -. Costruisce ponti e legami, che consentono di forgiare l’unità fra l’uomo e l’universo”.

Musica in parole o ritorno della parola alle sue origini musicali? In un Cd e un Dvd, i fecondi frutti di comune interrogativo e due convergenti concezioni della poesia firmate Abed Azrié e Adonis.