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Essenziale o carica di storia. La moda sposa fra New York e Karachi

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Essenziale o carica di storia. La moda sposa fra New York e Karachi

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Sobrietà essenziale di linee semplici e bianco incontrastato o sfarzo multicolore di tessuti e trame che richiamano l’antica persia: da New York e Karachi suggerimenti e opposte filosofie di vivere e vestire la sposa di oggi.
 
Bando a sfarzo ed eccessi, l’imperativo per la primavera 2013 di Carolina Herrera: linee scivolose e volumi moderati che strizzano l’occhio a icone del passato come Grace Kelly e Audrey Hepburn, la ricetta sposata dalla designer venezuelana.
 
“Le donne devono esser convinte di quanto indossano – dice -, non lasciarsi semplicemente convincere. Perché sono loro le protagoniste. E devono trovare un abito che le renda radiose e sicure di sé”.
 
Regina della collezione la seta: emblema di una semplicità rigorosa, che trova le sue uniche concessioni in una fantasia di bouquet. Un accessorio principe che Carolina Herrera rielabora in chiave moderna, affidandogli il compito di affiancare sobrie fantasie di contorni in nero o ricami in color avorio.
 
Tutt’altre le atmosfere e le suggestioni che hanno ispirato la settimana della Moda sposa a Karachi. 
 
Anni luce dalle geometrie semplici e il rigore delle passerelle newyorchesi, a dominare è qui il trionfo di colori e tessuti a cui la stilista di casa Tabassum Mughal affida una ricca eredità di di tradizione e di storia.
 
“Questa volta – racconta – per la collezione mi sono lasciata ispirare da uno stile ‘regale’. In principio l’idea era una semplice contaminazione di Oriente e Occidente. Poi mi sono spinta oltre e ho azzardato un melange fra elementi vittoriani, richiami all’architettura islamica e a diverse fasi dell’impero Moghul”.
 
Il viaggio nello spazio e nel tempo della moda spose, abbandona poi a Karachi la passerella, per continuare a stupire con i suoi ritmi frenetici.