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Slovenia: settore pubblico in piazza contro l'austerity

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Slovenia: settore pubblico in piazza contro l'austerity

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Dipendenti pubblici sloveni in piazza contro i tagli ai salari, nel più grande sciopero di settore degli ultimi vent’anni.

A incrociare le braccia, in 80 mila tra medici, insegnanti e poliziotti. Dicono no alle misure di rigore promosse dall’esecutivo di centro destra per frenare il deficit di bilancio.

“Dobbiamo resistere alle misure imposte dalla Commissione centrale europea, dalla Banca europea e dal Fondo monetario internazionale”, dice Dusan Semolic, presidente dell’Unione dei sindacati indipendenti, “Quelle misure che i nostri politici copiano in maniera acritica”.

Il governo sloveno, al potere da febbraio, avverte che l’economia è al limite e intende ridurre il deficit dal 6,4 per cento del 2011 al 3,5 per cento.

“Dobbiamo occupare le strade”, dice Domenik Densa del settore sanitario, “o le cose non miglioreranno”.

“Sono qui per lottare per i miei nipoti”, spega un professore, Franc Nagode, “Sono preoccupato dalla possibilità che i nostri figli perdano il posto. Oggi per me è l’ultimo giorno di lavoro, sono in pensione da domani”.

Scuole, ospedali, biblioteche e uffici pubblici chiusi per un giorno, propaggine slovena di un disagio che colpisce tutta la zona euro in crisi.