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Slovenia paralizzata da sciopero dipendenti pubblici

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Slovenia paralizzata da sciopero dipendenti pubblici

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La Slovenia non ha mai visto una così larga partecipazione ad uno sciopero, almeno dal 1991, anno dell’indipendenza dalla Jugoslavia.

80mila dipendenti pubblici, uno su due ha incrociato le braccia per protestare contro le misure di austerità imposte dal governo, che punta a ridurre il deficit statale dal 6,5 % dello scorso anno al 3,5 %.

“Sono preoccupato perché i nostri figli non potranno conservare il loro lavoro”, dice un insegnante che sta per andare in pensione e che, con altre centinaia di persone, ha manifestato davanti alla sede del governo nella capitale.

Ma il primo ministro Janez Jansa ribadice la necessità di tagli per un miliardo di euro, con gli stipendi pubblici ridotti tra il 7 e il 10%. Le misure verranno discusse in Parlamento la prossima settimana.

“Lo sciopero non risolverà alcun problema. Non ci sono più soldi e ora ce ne saranno ancora meno, chi ha lavorato dovrà pagare per i danni causati da questo sciopero”, ha detto Jansa in conferenza stampa.

Secondo il governo se la crisi ha cancellato 120mila posti nel privato negli ultimi tre anni, in controtendenza gli impieghi nel pubblico sono passati da 150.000 a 160.000: un settore ipertrofico in una Slovenia che conta due milioni di abitanti.