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Francia: candidati presidenziali alla caccia di voti

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Francia: candidati presidenziali alla caccia di voti

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Conquistare i voti della classe operaia. A patto che ancora esista. A soli quattro giorni dalle presidenziali francesi sembrano essere soprattutto Marine Le Pen del Fronte Nazionale e Jean-Luc Melanchon del Fronte di Sinistra a concentrarsi su comercianti e operai, coloro che più hanno fatto le spese della crisi economica. Tra lo scetticismo generale.

“Cercano di recuperare voti al momento delle elezioni – accusa Bertrand Valour, macellaio – ma a metà mandato non si sente più parlare di commercianti, una categoria che però riempie ancora le casse dello Stato”.

Disoccupazione al nove percento, fabbriche che chiudono o che trasferiscono la produzione all’estero, dove la manodopera costa meno: sono queste le preoccupazioni che i francesi devono affrontare. Come Adelino Tavares che per anni ha lavorato nella Sodimatex di Crepy-en-Valois. Poi l’azienda ha chiuso i battenti: “In questo momento ci vorrebbe un candidato che fermi la delocalizzazione, che voglia istituire un salario minimo che si addatti leggermente di più alla vita odierna di un francese. E questo candidato non so dove sia. Non lo so davvero”.

Sulla scheda, coloro che si recheranno alle urne, troveranno diversi nomi tra cui scegliere. Tra questi spiccano quelli del presidente uscente Nicolas Sarkozy e del leader socialista François Hollande. Ma l’indecisione tra gli elettori resta alta: secondo gli ultimi sondaggi circa il 20% dei francesi non saprebbe ancora per chi votare.