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"Rifarei tutto". Breivik in aula: "Ho impedito una guerra civile"

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"Rifarei tutto". Breivik in aula: "Ho impedito una guerra civile"

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“Ho ucciso per impedire una guerra civile e lo farei di nuovo”. Nel primo giorno del processo riservato alla sua deposizione, il killer di Oslo e Utoya ha tenuto banco con affermazioni shock e si è vantato di aver condotto l’attacco più spettacolare in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

L’udienza era stata in principio sospesa perché la Corte esaminasse la richiesta di ricusare uno dei giudici del collegio.

Sollevato dalla stampa norvegese, il caso nasce da un commento sulla pagina Facebook di un tabloid, con cui all’indomani degli attacchi, l’uomo
aveva invocato la pena di morte come unica possibile soluzione. Giudicato l’episodio sufficiente per minare l’imparzialità del giudice, la Corte l’ha poi rimpiazzato.

Riconosciuti i fatti, Breivik ha in seguito invocato l’assoluzione, tornando a parlare di “legittima difesa del suo Paese”.

I 69 giovani uccisi al meeting laburista sull’isola di Utoya, ha detto, non erano bambini innocenti, ma militanti politici. Gli esperti presenti per pronunciarsi sul suo stato mentale considerano come determinanti i prossimi quattro giorni, ancora dedicati alla deposizioni di Breivik.