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Parate e parole. Teheran mostra i muscoli e alza la voce

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Parate e parole. Teheran mostra i muscoli e alza la voce

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Parate e parole per dissuadere Israele e paesi del Golfo da qualsiasi intervento militare. Il presidente Ahmadinejad cavalca la Giornata nazionale delle forze armate per fare sfoggio della potenza militare iraniana e dire che “il nemico rimpiangerà ogni atto
aggressivo”.
 
Dichiarazioni a orologeria, che intervengono a ridosso di una conferenza dei Paesi del Golfo, dedicata proprio ai rapporti con l’Iran.
 
“Siamo pronti a collaborare per la pace nella regione e ripristinare gli equilibri di un tempo - ha detto Ahmadinejad -. Un intervento straniero non porterebbe tuttavia che a distruzione, insicurezza e contrasti”. Più che a Tel Aviv, il riferimento è alle crescenti tensioni innescate dalla contesa dell’arcipelago di Abu Musa con gli Emirati Arabi. 
 
Bollata come provocazione una recente visita di Ahmadinejad su una delle isole, la diplomazia di Abu Dhabi ha condannato l’atteggiamento di Teheran come di una “minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale”.
 
Immediata la replica dal Ministero degli esteri iraniano, che ha chiuso al dialogo e parlato di “isole dalla sovranità non negoziabile”.