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L'Argentina nazionalizza YPS. La Spagna annuncia battaglia

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L'Argentina nazionalizza YPS. La Spagna annuncia battaglia

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Una decisione che rischia di compromettere seriamente le relazioni internazionali tra Buenos Aires e Madrid.

L’Argentina nazionalizza la Ypf la più grade compagnia petrolifera controllata dalla spagnola Repsol e Madrid annuncia battaglia. Il primo ministro Rajoy convoca d’urgenza un vertice con il ministro degli esteri e quello dell’industria: “il governo spagnolo condanna la decisione arbitraria presa dall’Argentina di espropriare le azioni che ha sulla società”, ha notare Margallo”.

In pratica un colpo basso contro gli interessi nazionali: “ogni gesto di ostilità nei confronti di un’impresa spagnola nel mondo, dice il ministro Soria, viene da noi interpretato come un gesto di ostilità contro la Spagna e il suo esecutivo”.

L’Argentina tira dritto per la sua strada: “siamo l’unico Paese dell’America Latina e non solo, dice il presidente Cristina Kirchner che non gestisce le sue risorse naturali”: “continuando con questa politica di non produrre e non estrarre petrolio facciamo scendere il livello della crescita della nostra industria e dei nostri lavoratori”.

La Kirchner aveva fatto pressioni sulle compagnie che operano in Argentina per chiedere loro di aumentare la produzione, dopo che l’anno scorso il paese aveva visto crescere del 110% la spesa per le importazioni di petrolio.