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Siria, si protesta anche nei campi profughi turchi

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Siria, si protesta anche nei campi profughi turchi

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Hanno superato quota 25 mila i profughi siriani in Turchia. Continuano a varcare il confine a centinaia.
Gli occupanti del campo di Yayladagi hanno inscenato una piccola manifestazione, dopo le preghiere del venerdì, per sottolineare la mancanza di risultati dell’azione dell’Onu.

Più nutrita la protesta a Kilis, che ospita oltre 9.000 rifugiati. La Turchia, ma anche la Giordania, domandano a gran voce l’aiuto della comunità internazionale per riuscire a gestire una situazione che si fa sempre più difficile.

Euronews ha interpellato alcuni dei siriani nel campo di Kilis. Affermano di trovarsi bene qui, ma che desiderano comunque tornare al loro Paese.

“Il mio Paese dice uno – mi è caro. Spero di potervi fare ritorno al più presto, dopo che se ne sarà andato Assad. Ringraziamo i giornalisti, la Turchia, i Paesi europei, gli Stati Uniti. Grazie a tutti”.

“Chiediamo al governo turco – afferma un altro – di fare di più per aiutarci a liberarci di Bashar al Assad. Non so bene cosa stia succedendo nel mio Paese. Ci sono problemi a comunicare”.

Il premier turco Erdogan ha affermato di aver già speso oltre 100 milioni di euro per far fronte all’emergenza. Dalle Nazioni Unite sono arrivate solo un migliaio di tende e coperte.