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Una spremitura da choc per le olive

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Una spremitura da choc per le olive

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“Stiamo migliorando il processo di spremitura – spiega Arturo Portugal, ingegnere CRIC – utilizzando una tecnologia basata sugli impulsi di un campo elettrico”.

Una vera innovazione per un risorsa tanto antica. La sperimentazione è partita a Malagón, nel centro della Spagna, in una piccola impresa produttrice di olio.

“Siamo un’impresa famigliare fondata 30 anni fa – dice Aniceto Gómez, proprietario di una tenuta di Malagón – con molta passione per le innovazioni. Ogni anno produciamo 700 tonnellate di olio di oliva”.

L’idea alla base dell’esperimento è di mandare un impulso elettrico alle olive prima della spremitura.

I rapidi impulsi di un forte campo elettrico allargano i pori delle membrane cellulari, semplificando la spremitura dell’olio.

“Gli impulsi elettrici – aggiunge Arturo Portugal -generati da questa macchina passano da una camera di scarico. La pasta d’oliva che è stata pressata con un martello attraversa il tubo e viene spremuta qui”.

Il risultato è che dalla stessa quantità di materia prima viene prodotto più olio.
Un semplice impulso ad olive acerbe permette di ottimizzare il risultato.

“Per ottenere un olio di qualità si deve spremere olive il piú possibile verdi – spiega Aniceto Gómez-
E lavorate a bassa temperatura. Questo progetto ci puó facilitare, in entrambi i casi e in particolare senza alcun riscaldamento”.

L’impianto pilota arriva a trattare 6 litri di pasta di olive al secondo.
Una volta sperimentata la tecnologia, sarà diffusa
nell’ambito di un progetto dell’ UE e applicata per la produzione completa.

“I mercati emergenti extra europei stanno producendo olii piú a basso costo – afferma Arturo Portugal – L’obiettivo del progetto è quindi aumentare la competitività delle piccole e medie imprese e incrementare la produttività”.