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Detenzioni illegali CIA in Europa, il Parlamento europeo riprende la battaglia

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Detenzioni illegali CIA in Europa, il Parlamento europeo riprende la battaglia

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Sospetti terroristi arrestati e torturati dalla CIA su suolo comunitario con la possibile complicità delle capitali europee: questa la vicenda al cuore di un rapporto nel 2007 del Parlamento europeo che oggi, a 5 anni di distanza, ancora non vede chiaro.
Nuove informazioni supporterebbero la corresponsabilità dei governi europei, che per le cosiddette “consegne straordinarie” hanno messo a disposizione centri di detenzione e basi aeree.

“Negli Stati membri, almeno in alcuni, non è stato fatto niente per indagare seriamente e per arrivare al cuore del problema. Penso sia molto importante che, oltre al divieto di tortura e di complicità nelle torture, ci sia anche un obbligo a indagare, ad assicurare i responsabili alla giustizia”.

Di fronte a inchieste nazionali archiviate o arrivate a un punto morto, il Parlamento europeo si interroga su come mettere fine al segreto di Stato invocato dai governi nazionali e ottenere le informazioni emerse finora.

“Davanti alle mancanze degli Stati membri, l’Unione europea dovrebbe occuparsi in prima persona di questa vicenda e fare in modo che le informazioni in possesso degli Stati membri vengano messe a disposizione”.

Ad aprile l’Euroassemblea invierà una delegazione in Lituania. Il suo coinvolgimento, così come per Polonia, Danimarca, Finlandia, è emerso in questi ultimi anni d’indagini. Dopo l’estate, la vicenda sarà di nuovo oggetto di un voto nella plenaria di Strasburgo.