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Violenze in Siria: Russia e Cina al bivio

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Violenze in Siria: Russia e Cina al bivio

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Il mancato rispetto da parte di Bashar al-Assad dell’iniziale scadenza per il ritiro delle truppe dalle città ribelli, riaccende le tensioni in seno all’Onu sulle sanzioni a Damasco, contro cui Russia e Cina per due volte hanno messo il veto.

Il primo, lo scorso ottobre, aveva portato l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Susan Rice, a questo violento atto di accusa: “Non si tratta di un intervento militare, non è la Libia. È solo un piccolo stratagemma da parte di coloro che preferiscono vendere armi al regime siriano piuttosto che essere al fianco del popolo”.

Il secondo veto cino-russo era arrivato a inizio febbraio, nonostante la risoluzione non prevedesse né interventi militari né le dimissioni di Bashar al-Assad.

Con queste parole l’ambasciatore russo all’Onu Vitaly Churkin motivava la decisione: “Gli autori di questa risoluzione non hanno tenuto conto delle nostre condizioni, ovvero che l’opposizione siriana prendesse le distanze dai gruppi estremisti che perpetuano atti di violenza”.

In un tentativo estremo di ricerca del consenso unanime, l’inviato Onu e della Lega araba Kofi Annan ha rinunciato, nel suo piano di pace, a chiedere un passo indietro a Bashar al Assad e ha fatto pressione non solo sul governo siriano ma anche sull’opposizione per un cessate il fuoco.

Mosca è un buon alleato per Damasco, tuttavia il regime di Bashar al-Assad sta mettendo a dura prova la sua pazienza. Ieri il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha invitato “con molta franchezza” il governo siriano a dare seguito “in maniera più decisiva alle disposizioni del piano di Kofi Annan”.

Ma per gli Stati Uniti il tempo è scaduto. “Se non si interverrà”, ha detto Susan Rice, “È ovvio che quella che è una crisi violenta potrà degenerare in una guerra civile su larga scala, con gravi conseguenze per il popolo siriano.”

Anche la Cina ha mostrato insofferenza nei confronti dell’alleato siriano ed esternato la sua preoccupazione per le violenze nel Paese. Pechino ha chiesto a Damasco di rispettare il piano Annan e all’opposizione il cessate il fuoco.