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Siria: oltre 40 morti nel giorno in cui Damasco annuncia ritiro truppe

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Siria: oltre 40 morti nel giorno in cui Damasco annuncia ritiro truppe

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Il governo di Damasco annuncia il ritiro delle truppe da alcune province – come stabilito dal piano Onu – ma in Siria è ancora guerra.

Il Libero Esercito siriano – in quello che appare un dialogo tra sordi – dice che il regime ha 48 ore di tempo per ritirare le proprie truppe, per evitare una risposta armata. E in questo sovrapporsi di condizioni, da Mosca, il ministro degli Esteri di Damasco lancia una nuova proposta:

“Abbiamo ritirato alcune unità da diverse province siriane – ha detto Walid al Moualem – Pensiamo, però, che il cessate il fuoco debba avvenire in contemporanea con l’arrivo degli osservatori internazionali in Siria”.

La Russia, invece, chiede all’inviato speciale di Onu e Lega araba, Kofi Annan di assicurarsi che i ribelli aderiscano al cessate il fuoco.

“Abbiamo fatto le nostre valutazioni con i rappresentanti del governo siriano – ha siegato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov – e pensiamo altresì che le autorità avrebbero potuto essere più attive”.

Ma la repressione del regime continua a mietere vittime: 45 questo martedì, la maggior parte della quali a Homs. Mentre i ribelli hanno risposto con l’uccisione di 6 militari.