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Pasqua: celebrazioni tra paura e speranza in Medio Oriente

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Pasqua: celebrazioni tra paura e speranza in Medio Oriente

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Allerta sicurezza a Betlemme e negli altri territori palestinesi in una domenica di celebrazioni che ha coinvolto le diverse confessioni cristiane.

Le funzioni pasquali dei cattolici si sono intrecciate, infatti, con quelle ortodosse per la domenica delle palme. Israele ha limitato gli ingressi a Gerusalemme a testimonianza di un conflitto religioso ancora irrisolto: le diverse comunità cristiane rappresentavano nel 1948 il 18% della popolazione della Palestina e oggi si sono ridotte, fra Israele e Territori, a uno sparuto 2%.

Nessun incidente durante le celebrazioni a Gaza, obiettivo, sabato sera, di un raid israeliano che ha ferito due palestinesi.

Pasqua senza celebrazioni per molti cristiani in Siria, a causa delle violenze e delle tensioni che da un anno scuotono il paese. Si è celebrata messa a Damasco, ma da Homs arriva la denuncia della chiesa ortodossa siriana di pulizia etnica. Circa il 90% dei 160mila cristiani residenti in città sono stati costretti a fuggire – riferisce l’agenzia Fides.

Migliora, rispetto a un anno fa, la situazione in Iraq. Non c‘è più il coprifuoco, ma all’ingresso della chiesa cattolica di san Giuseppe a Baghdad, la perquisizione è d’obbligo. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, i cristiani sono spesso stati attaccati da gruppi estremisti e vivono nella paura. Solo una settimana fa, un 40enne cattolico è stato sequestrato a Mosul.

“Spero che la sicurezza e la pace prevarranno ovunque – è la speranza di Mays Joseph, giovane credente di Baghdad – in Iraq e nel mondo”.