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Siria: nuovi massacri a tre giorni da scadenza ultimatum Onu

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Siria: nuovi massacri a tre giorni da scadenza ultimatum Onu

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Decine di corpi riversi al suolo per le strade di Homs. Il regime siriano risponde così alla condanna dell’Onu contro l’escalation di violenze e a tre giorni dalla scadenza dell’ultimatum per interrompere la repressione militare.

L’esercito presidia ancora le città, nonostante la promessa di ritiro delle truppe. E i ribelli – male organizzati – rispondono ai colpi di artiglieria con azioni isolate, spesso inutili.

Oltre 130 i morti nelle ultime 24 ore, riferisce un’emittente panaraba – quasi tutti civili – Homs resta la città più colpita, pagando a duro prezzo il suo ruolo di epicentro della rivolta esplosa oltre un anno fa.

Più a sud, nella capitale Damasco, lo scenario è completamente diverso. Migliaia di persone sono scese in piazza in occasione del 65esimo anniversario della fondazione del partito Baath, la formazione politica del presidente Bashar al Assad.

‘Dio, la Siria e Assad’, ‘fedeli ad Assad, per tutta la vita’ recitano alcuni degli slogan intonati dai manifestanti.

Il presidente mostra i muscoli in vista del 10 aprile, a parole si dice collaborativo con le Nazioni Unite, ma nei fatti dimostra che non ha intenzione di fare un passo indietro.