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Mali verso le elezioni: sì dei golpisti al piano Ecowas

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Mali verso le elezioni: sì dei golpisti al piano Ecowas

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Un accordo per il Mali: la giunta militare responsabile del colpo di stato del 22 marzo ha accettato di cedere il potere e di tornare all’ordine costituzionale, secondo l’intesa siglata con i mediatori della Comunità di Stati dell’Africa occidentale.

L’interim va al presidente del parlamento, Dioncounda Traoré, che organizzerà le elezioni tempo 40 giorni.

In cambio, i golpisti godranno di un’amnestia generale e i paesi vicini leveranno le sanzioni, tra cui la chiusura delle frontiere e l’embargo commerciale.

Resta irrisolta però la questione della secessione del Nord: venerdì la guerriglia Tuareg ha dichiarato, armi alla mano, l’agognata indipendenza dell’Azawad, provocando l’immediata condanna da parte della comunità internazionale.

Gli Stati dell’Africa occidentale si sono detti pronti a usare la forza per preservare l’integrità territoriale del Mali e a mobilitare, se necessario, fino a tre mila uomini.

Amnesty International nel frattempo denuncia saccheggi, sequestri e violenze da parte dei ribelli. E sarebbero oltre 200 mila i maliani che scappano dai combattimenti.