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Vent'anni dopo Sarajevo ricorda l'assedio con 11.541 sedie vuote

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Vent'anni dopo Sarajevo ricorda l'assedio con 11.541 sedie vuote

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Canti, lacrime e fiori questa mattina a Sarajevo, che ha commemorato con un concerto davanti a 11.541 sedie rosse vuote, le persone uccise dall’inizio dell’assedio della città, vent’anni fa, durato 43 mesi.

Una scia rossa di 825 file ha coperto l’arteria principale di Sarajevo, a testimonianza della lunga scia di sangue del conflitto civile in Bosnia, che vide morire anche centinaia di bambini.

Cosi’ Sarajevo ha ricordato i suoi morti: dal 6 aprile del ’92, subito dopo il riconoscimento dell’indipendenza della Bosnia da parte europea, la popolazione della città è stata esposta costantemente per quasi quattro anni al fuoco dei cecchini e ai bombardamenti, tagliata fuori da rifornimenti alimentari e di prima necessità, e dipendente dagli aiuti internazionali.

Il conflitto fece circa 100mila morti e costrinse due milioni di persone alla fuga.

L’accordo di Dayton mise fine alla guerra ma consacro’ la divisione della Bosnia in due entità, l’una serba l’altra croato-musulmana, ciascuna con un alto grado di autonomia e con deboli istituzioni centrali. Ancora oggi le dispute tra i rappresentanti politici delle tre principali comunità bloccano ogni progresso, rendendo la Bosnia uno dei Paesi piu’ poveri d’Europa.