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Mali nel caos: Ua non riconosce secessione tuareg

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Mali nel caos: Ua non riconosce secessione tuareg

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All’esterno del palazzo governativo di Gao, nel nord del Mali, sventola la bandiera separatista dei tuareg.

I ribelli – approfittando del colpo di Stato che ha rovesciato il potere nella capitale Bamako due settimane fa – hanno proclamato l’indipendenza del territorio settentrionale, battezzandolo come Stato dell’Azawad.

Un atto unilaterale, unanimemente respinto dalla comunità internazionale, che ha provocato l’immediata reazione dei paesi confinati, dell’Unione africana e dell’ex potenza coloniale francese: “Consideriamo la dichiarazione unilaterale di indipendenza del movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad nulla e invalida”, ha detto Bernard Valero, portavoce del ministero degli Esteri di Parigi.

A Bamako la popolazione è scesa in piazza per denunciare aggressioni e stupri ad opera dei tuareg e dei gruppi jihadisti contro i civili che vivono al nord. E in un paese in pieno caos c‘è chi pensa di farsi giustizia da solo: “Come la maggioranza delle persone qui – dice una giovane della capitale – io difendo la causa del nord. La dichiarazione di indipendenza non è gradita”.

“Sono pronto ad andare oggi per far sloggiare i ribelli – aggiunge un dimostrante – Per liberare i nostri parenti, le nostre madri che al telefono urlano di paura. Hanno bisogno del mio aiuto. È la mia missione”.

Il paese, dopo il colpo di Stato, appare fuori controllo. Un residente di Kidal, sempre nel nord, ha riferito che la città è in mano al gruppo islamista Ansar Dine che cerca di imporre la sharia.