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La guerra e l'assedio, Sarajevo non dimentica

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La guerra e l'assedio, Sarajevo non dimentica

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Sarajevo ricorda l’assedio più lungo e una guerra che dal ’92 al 95 fece oltre 100 mila morti, scatenata dal riconoscimento europeo dell’indipendenza della Bosnia – Erzegovina dalla Yugoslavia.

Una lapide sul ponte Vrbanja, nei pressi del parlamento, in memoria delle prime due vittime civili del conflitto.

“Penso che siano state uccise per nulla. Niente è stato realizzato, questa è la mia opinione”, dice una residente, “Forse qualcuno la pensa diversamente ma questo è ciò che penso. Le vittime sono state uccise per nulla. Su tutti i fronti. Tutto è accaduto per nulla”.

Ferita durante la cosiddetta “strage del pane”, Silvana Maric osserva i profondi segni rimasti e la lapide che riporta i nomi di chi vi ha perso la vita: “Sono molto fiera di essere riuscita non solo a sopravvivere ma anche ad imparare a camminare, a sedermi, a stare in piedi, a scrivere e a svolgere tutti quei compiti che di solito consideriamo normali. È stato l’inizio della mia nuova vita”.

Tra le commemorazioni di oggi, un concerto davanti a 11.541 sedie vuote, il numero esatto degli abitanti che morirono nell’assedio di Sarajevo.