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Iran e Turchia in disaccordo a causa della Siria

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Iran e Turchia in disaccordo a causa della Siria

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Non c‘è intesa tra Ankara e Tehran sulla scelta di Istanbul per i prossimi colloqui sui programmi nucleari iraniani. E a conferma del disaccordo, l’Iran propone che i rappresentnati del gruppo 5+1 si ritrovino a Baghdad o a Damasco.

Il premier turco Erdogan ha reagito molto male al voltafaccia di Teheran. Ieri, durante una conferenza stampa ad Ankara, non l’ha nascosto.

“La proposta arrivata ora sul tavolo, Damasco o Baghdad, è solo una perdita di tempo. Significa che non vogliono che si tengano i colloqui, dato che sanno che le altre parti non accettano nè Damasco nè Baghdad. In seguito diranno: Noi abbiamo proposto due città… Ma siamo onesti, è proprio per la mancanza di onestà che gli iraniani stanno perdendo il loro prestigio internazionale. Questo non è il linguaggio della diplomazia”.

A gennaio del 2011 Istanbul era stata la sede degli incontri del gruppo dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più la Germania), conclusi però con un fallimento. Per anni la Turchia è stata la mediatrice in materia di nucleare iraniano, ma la crisi siriana ha avvelenato le relazioni tra turco-iraniane.

A far innervosire l’Iran una riunione degli Amici della Siria, tenutasi a Istanbul la settimana scorsa. 83 paesi presenti per chiedere di lasciare il potere a Bashar al-Assad, uno dei più stretti alleati iraniani nella regione.

Altra causa di irritazione per Tehran l’annuncio della principale compagnia petrolifera turca della riduzione del 20 per cento delle sue importazioni di greggio dall’Iran: una conseguenza dell’embargo deciso dai paesi occidentali.

Anche le banche turche stanno rivedendo i rapporti con il sistema economico persiano. Di conseguenza le transazioni petrolifere sopravvissute all’embargo sono diventate più complicate e difficili.