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Crisi: sempre più suicidi in Grecia e Italia

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Crisi: sempre più suicidi in Grecia e Italia

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Farmacista in pensione, a 77 anni schiacciato dai debiti, ha deciso di darsi la morte in pieno giorno nel centro di Atene. Un suicidio politico. Nel messaggio che ha lasciato, l’uomo ha accusato il governo greco di annientare – con le sue misure di austerità “qualsiasi speranza di sopravvivenza”. Dal 2010 le pensioni sono state tagliate del 15%, del 20% quelle oltre i 1200€.

“E’ una vergogna – esclama un’anziana donna -, una grande vergogna. Poteva essere uno di noi, un nostro familiare. Ci suicideremo tutti. Oggi ho ricevuto il mio bonus pasquale e invece di 400€ ne ho avuti 180. Come farò a camparci?”

A febbraio una donna aveva minacciato di gettarsi dalla finestra del suo ufficio. Madre di famiglia e funzionaria pubblica come suo marito, aveva appena saputo che sarebbero stati entrambi licenziati. Nel 2010 il tasso di suicidi in Grecia è aumentato del 18%, nel 2011 ad Atene del 25%. E’ una epidemia, in un paese che, prima della crisi, aveva il tasso di suicidi più basso dell’Unione europea.

Lo psichiatra Orestis Giotakos spiega: “Nel 20% dei casi, i suicidi non avevano problemi psichiatrici. Sono persone che hanno vissuto un episodio traumatico nella loro vita, o un grave problema finanziario o una malattia che non hanno saputo affrontare e, soccombendo alla pressione, hanno visto solo questa come soluzione.”

Anche in Italia la crisi sta provocando un aumento dei suicidi. E gli episodi si susseguono ormai ogni giorno. A Gela, in Sicilia, la vedova di 78 anni che si è buttata dalla finestra martedì, era angosciata perché la sua pensione era stata ridotta da 800 a 600€ al mese.

Il giorno prima, un corniciaio indebitato con gli usurai si è impiccato a Roma, come ha fatto a Milano un autotrasportatore disoccupato. Sempre nella capitale, mercoledì si è sparato il titolare di un’azienda in fallimento, mentre in Trentino Alto Adige ha trovato la morte un piccolo imprenditore, che, oberato dai debiti, si è dato fuoco.

Si erano dati alle fiamme la settimana scorsa anche un operaio marocchino e un imprenditore edile, salvati ma tuttora in gravi condizioni.
Nei primi tre mesi dell’anno sono state almeno 15 le persone che si sono tolte la vita o hanno tentato di farlo per ragioni economiche.