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Un processo senza precedenti contro gli autori del putsch militare del 1980 si apre oggi in Turchia, evento inimmaginabile fino a pochi anni fa nel Paese, dove i militari hanno preso il potere a piu’ riprese dal 1960.

Alla sbarra due superstiti del colpo di stato: il 94enne Kenan Evren, presidente turco negli anni ’80, cui si attribuisce la leadership del golpe, e un membro della sua giunta, Tahsin Sahinkaya, di 86 anni.

Per tre volte, nel ’60, nel ’71 e nell’80, in nome della difesa dei principi della repubblica turca instaurati da Ataturk, i militari hanno rovesciato governi eletti. Ma il colpo di stato dell’80 è stato il piu’ sanguinoso, con 50 esecuzioni, centinaia di migliaia di arresti, decine di morti in carcere per le torture, centinaia di persone scomparse.

Una folla di manifestanti e di familiari delle vittime ha atteso l’inizio del processo davanti al palazzo di giustizia.
Una di loro testimonia: “Mio padre e mio marito sono stati torturati il 12 settembre del 1980. Sono stati imprigionati. Abbiamo vissuto questa tragedia assieme a loro e ora chiediamo giustizia”.

I due imputati che non si sono presentati a questa udienza sono stati accusati di “crimini contro lo Stato”. Diversi deputati del parlamento turco si sono costituiti parte civile.

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