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Si riducono i contributi europei allo sviluppo. La crisi finanziaria ha spinto undici paesi europei a tagliare i fondi, secondo il rapporto dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Nel 2011 l’Unione europea ha donato circa 55 miiardi di euro, 2,6 miliardi in meno rispetto all’anno precedente.

Sedici paesi hanno aumentato i loro doni, in particolare si registra un aumento del 30 % circa in Italia. In calo invece il contributo di Spagna e Grecia, in gravi difficoltà economiche.

La Commissione europea vuole che sia destinato agli aiuti lo 0,7% del reddito nazionale lordo entro il 2015, ma l’obiettivo resta lontano.

“Guardate quel che succede in Mali, o in Somalia, o in Sudan. Sfortunatamente un miliardo di persone vive sotto la soglia di povertà, spiega il commissario allo sviluppo Andris Piebalgs. “La popolazione è cosi’ vulnerabile che qualsiasi catastrofe naturale o guerra distrugge loro la vita”

Nel prossimo budget europeo, si vogliono aumentare gli aiuti all’Africa, ma ridurre i fondi per i paesi in via di sviluppo come Brasile, India e Cina. Critica la federazione europea delle ong per lo sviluppo. “Noi osserviamo le popolazioni povere. Oggi due terzi dei poveri nel mondo vivono in paesi a forte crescita economica, paesi a reddito medio-sottolinea Olivier Consolo, direttore della Confederazione delle ong per lo sviluppo- Quindi noi siamo molto preoccupati di questi tagli dei fondi europei per paesi in cui vivono oggi la maggior parte dei poveri”

L’Unione europea, è il principale donatore al mondo, con oltre la metà degli aiuti allo sviluppo.

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