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L'offensiva dei Tuareg del Mali

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L'offensiva dei Tuareg del Mali

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Oltre 200 mila persone sono fuggite dal Mali dall’inizio dell’anno per trovare rifugio nei Paesi limitrofi.

Gli attacchi dei Tuareg hanno convinto anche Zulfa a portare in un luogo più sicuro i suoi 4 bambini. .
“Siamo nomadi, ci spostiamo e ci adattiamo a vivere in posti diversi.. Nel villaggio dove eravamo, siamo stati attaccati da uomini armati che ci hanno derubati, abbiamo coì deciso di partire.
Ci isamo sistemati in un campo nomade ma gli attacchi sono continuati”.

L’Azawad, regione del nord del Mali, è abitata dai nomadi Tuareg che si spostano indistintamente nella zona marcata in blu.

Sono circa 3 milioni, la maggiorparte vive in Mali, parlano il berbero e sono musulmani sunniti.

Il movimento di liberazione nazionale d’Azwad vuole l’indipendenza di questa regione per istituire una repubblica laica.
Uno dei dirigenti basato in Mauritania:

Hama Ag Mahmoud del MNLA:

“Non abbiamo alcun legame con Al Qaida locale, nessun legame con Ansar Dine.
Si tratta di movimenti islamici jihadisti, il nostro invece è un movimento secolare.
Il nostro obiettivoè rispondere al meglio agli interessi del nostro Paese”.

A metà gennaio i ribelli tuareg hanno lanciato un’offensiva contro l’esercito del Mali, molti sono ex combattenti dell’esercito di Gheddafhi, o ancora Tuareg che sono fuggiti a precedenti attacchi sferzati dall’esercito di Bamako.

Non si tratta del solo gruppo armato nella regione.

Al Qaida è attiva qui da tempo e sembra avere forti legami con il gruppo Jihadista Ansar Dine, guidato da un ex ribelle tuareg.

Questi gruppi avrebbero preso il controllo di Tumbuktu dove governerebbero seguendo i dettami della Sharia.

Patrimonio dell’umanità, Tumbuktu è stata costruita dai Tuareg tra l’XI e il XII secolo. L’Unesco ha lanciato un appello perché venga salvaguardata.