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Eco Innovazione: le Pmi si uniscono per essere forti e competitive

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Eco Innovazione: le Pmi si uniscono per essere forti e competitive

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Benvenuti alla nuova puntata di Business Planet. Questa settimana parliamo di innovazione che diventa business industriale e nello specifico dell’Eco Innovazione. L’industria ecologica europea impiega tre milioni e mezzo di persone, la maggior parte in piccole e medie imprese che si consorziano per ottenere finanziamenti e per riuscire nell’essenziale: trasformare i progetti ecoinnovativi in applicazioni concrete sul mercato.

Il bambù come sistema di depurazione delle acque inquinate: il trattamento è stato pensato da un’impresa francese specializzata in ecostazioni. Il bambù funziona come un filtro privo di odori e fango. Unico inconveniente: questo meccanismo di filtraggio non aveva applicazione industriale prima che Véronique venisse a conoscenza dei fondi europei per l’ecoinnovazione.

Véronique Arfi, amministratore delegato Phytorem: “Abbiamo colto questa occasione per avere accesso al mercato, per poter trasformare la nostra idea in una soluzione industriale, per beneficiare direttamente di una vetrina per i nostri futuri clienti”.

Con altre tre aziende, Véronique ha messo a punto il progetto “Britter Water” e l’ha sottoposto all’Agenzia esecutiva per la Competitività e l’Innovazione che ha finanziato metà dei 700 mila euro necessari per la realizzazione di un’iniziativa pilota. Questo è stato realizzato su un sito agroalimentare, presso un’industria coinvolta nel progetto.

Romain Sadak, Coordinatore per la sicurezza e l’ambiente di Refresco, Francia: “Abbiamo messo circa 300 mila euro nella realizzazione del progetto, per avere non solo un progetto pilota, ma un progetto che possa essere trattato a livello industriale e che dia veramente i risultati sperati”.

Dal lancio dell’iniziativa, nel 2009, Véronique Arfi ha realizzato due piantagioni di bambù in Francia e sta per esportare la sua attività all’estero.

Véronique Arfi, amministratore delegato Phytorem: “Britter Water è la vetrina che ci permette oggi di andare serenamente a cercare dei partners all’estero dicendo: ecco che cosa sappiamo fare, ecco qual è il nostro mestiere ed ecco che cosa siamo in grado oggi di esportare, cercando dei partners nei lavori, negli studi, fuori dai nostri confini”

Sono appena sorte delle filiali della sua impresa sotto forma di joint venture sulle isole di Réunion e di Mauritius. Importanti progetti sono in fase di studio in Israele.

Véronique Arfi: “La chiave del nostro successo è stata, in primo luogo, la solidità del partenariato con le piccole aziende, ma ugualmente con il nostro partner industriale, cioè il finanziamento europeo che ci ha permesso di realizzare il progetto a livello industriale. E, infine, la credibilità che ci deriva dal sostegno europeo e dall’essere europei e che oggi ci permette di lanciarci sui mercati internazionali”