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Ecco il nuovo firewall per l'euro. L'OCSE: è un passo nella giusta direzione

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Ecco il nuovo firewall per l'euro. L'OCSE: è un passo nella giusta direzione

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Potrebbe essere il meccanismo per salvare l’euro dalla crisi del debito. Almeno questo era l’obiettivo dei ministri delle finanze, riuniti a Copenhagen questo fine settimana.

Oltre all’iniezione di liquidità della Banca Centrale europea nei mesi scorsi, il fondo dovrebbe rassicurare i mercati che l’Europa è pronta ad intervenire se Spagna e Italia avessero bisogno di aiuto.

Il fondo permanente, il meccanismo europeo di stabilità, avrà una capacità di 500 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 240 miliardi di euro, rimasti nel fondo temporaneo, dopo aver aiutato Grecia, Irlanda e Portogallo.

Sono cifre ben lontane da quanto raccomandato dall’OCSE, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che aveva chiesto un almeno un trilione, mille miliardi di euro, un sostanzioso meccanismo di cautela per allontanare lo spettro del contagio, se economie piu’ grandi come quella spagnola e italiana fossero in serie difficoltà.

Abbiamo approfondito la questione con il segretario generale dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Angel Gurria:
“ I nostri calcoli – ha dichiarato – erano basati sulle obbligazioni che i principali paesi indebitati dovranno rimborsare nei prossimi 12-15 mesi. E anche sul principio della prudenza che vuole che si vada un po’ oltre lo stretto necessario perché i mercati sappiano che le autorità europee non mostrano solo i muscoli ma hanno anche la volontà di servirsi di questo fondo firewall se nessario”

Angel Curria: “Senza alcun dubbio si è agito in ritardo. Non si puo’ dire che gli europei siano stati rapidi. Le decisioni sovrane richiedono tempo e come sapete ci sono state delle divergenze per decidere fino a dove l’Europa dovesse spingersi con questo meccanismo.

Noi avremmo voluto che si andasse un po’ piu’ lontano verso questo famoso trilione, mille miliardi di euro. Ma alla fine non ne siamo cosi’ lontani. E aggiungerei un elemento: è un segnale che viene dato ai mercati, si dice loro che gli Europei e le loro istituzioni, compresa la banca centrale europea, sono pronti a continuare a sostenere la stabilità della zona euro sui mercati finanziari con qualunque strumento sarà necessario”.