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Disputa sul petrolio: Iraq accusa Kurdistan di sabotaggio

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Disputa sul petrolio: Iraq accusa Kurdistan di sabotaggio

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Nuove svolte inaspriscono la disputa tra Iraq e Kurdistan sul petrolio. Il governo di Baghdad accusa la sua regione autonoma settentrionale di sabotare il bilancio dello stato centrale e di esportare greggio illegalmente, dopo che le autorità curde hanno annunciato la sospensione della fornitura alle autorità centrali per l’esportazione.

Da Baghdad, il ministro iracheno del Petrolio Abdul Kareem Luaibi ha detto: “Abbiamo indicazioni e rapporti dettagliati secondo cui i valichi di confine vengono utilizzati per inviare petrolio clandestinamente dalla regione verso l’Iran e gran parte del greggio di contrabbando passa attraverso i confini dell’Iraq attraverso i porti del Golfo di Bandar Abbas e Khumaini e viene venduto a prezzi molto più bassi rispetto agli standard internazionali”.

Le autorità irachene hanno fatto sapere di avere chiesto a quelle di Iran e Turchia di controllare i rispettivi confini. Dal canto loro, quelle del Kurdistan fanno sapere che non riprenderanno le esportazioni fino a quando non sarà raggiunto un accordo sui pagamenti, ed esigono dal governo di Baghdad l’equivalente di oltre un miliardo di euro di arretrati per le compagnie petrolifere che lavorano sul terreno.