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Pressioni diplomatiche su Damasco in vista della conferenza "Amici della Siria" di Istanbul

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Pressioni diplomatiche su Damasco in vista della conferenza "Amici della Siria" di Istanbul

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Il regime di Damasco dichiara sconfitta la ribellione. L’annuncio arriva alla vigilia della conferenza di Istanbul dove sono attesi i rappresentanti di più di 70 Paesi “ Amici del popolo siriano”, il cui obiettivo è accrescere la pressione sul Presidente Bashar al Assad. Damasco ha annuciato di essere pronto ad accettare il piano offerto dall’Onu e dalla Lega Araba, ma per la Turchia è solo un tentativo per guadagnare tempo.

Ahmet Davutoglu, Ministro degli esteri turco dichiara:“Il piano offerto da Kofi Annan servirà solo a usare la violenza per più tempo. Questo è l’obiettivo dei siriani, e le violenze degli ultimi giorni lo dimostrano. Kofi Annan deve essere più chiaro. Tutte le guerre hanno conseguenze sui Paesi vicini. Vogliamo assumerci le nostre responsabilità in aiuto dei nostri vicini siriani, come umani. Vogliamo farlo insieme alla comunità internazionale. Se ci saranno minacce agli interessi nazionali, la Turchia ha il diritto di prendere tutta le misure necessarie”.

Il regime siriano, però, considera archiviato il dissenso e si dice pronto per la fase due: la ricostruzione del Paese. E accusa ingerenze esterne.

Il portavoce del Ministro degli esteri siriano afferma:“Sono le forze di ribellione a impedire una soluzione politica in Siria. La violenza è imposta in Sira. In tutta onestà posso dire che almeno il 40% della soluzione è in mano ai siriani, ma il resto è tutto nelle mani di chi si oppone dall’esterno”.

Nonostante gli annunci del regime di Damasco, le violenze nel Paese continuano. 32 i morti e decine i feriti nella sola città di Homs negli ultimi due giorni. Ma non solo Homs, oggi, le strade della Capitale sono teatro d’imponenti manifestazioni pacifiche. I dimostranti di Damasco chiedono a gran voce un intervento del mondo arabo accusato di essere troppo tiepido nei confronti di Bashar Al Assad. Le manifestazioni trovano il sostegno degli Stati Uniti, Washington continua a credere in uno sforzo maggiore della Lega Araba.