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Non si ferma la violenza in Mali

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Non si ferma la violenza in Mali

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Violenti scontri a Gao in Mali. Sotto assedio quella che sembra essere una delle ultime roccaforti dei golpisti. La città è indebolita dalle minacce d’embargo e dalla caduta di Kidal.

La giunta aveva giustificato il suo golpe proprio con il fallimento del regime nel reprimere la rivolta. La città si è arresa in meno di 48 ore. Nessuna vittima. Catturati però il governatore e almeno altri sei ufficiali.

“Combatteremo con tutti i mezzi e l’equipaggiamento a nostra disposizione” tuona il tenente Doumbia, capo delle operazioni dell’esercito del Mali. “Chiedo a tutti di lottare per amor di patria, per sconfiggere ancora una volta il nemico. Un nemico che non è invincibile, possiamo batterlo”.

Il nord est del paese è ormai in mano ai ribelli tuareg e ai gruppi islamici. L’obiettivo è liberare i territori dell’Azawad.

Messi in allerta dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale duemila soldati. La giunta militare ha promesso di ristabilire l’ordine civile. La notte tra domenica e lunedì scade infatti l’ultimatum dell’Ecowas.