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Siria: la diplomazia non ferma scontri e combattimenti

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Siria: la diplomazia non ferma scontri e combattimenti

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Le promesse del regime siriano si sbriciolano sul terreno, dove scontri e combattimenti hanno fatto oltre venti morti ieri. La violenza si concentra ancora una volta a Homs, una delle città dove gruppi di ribelli stanno cercando di creare un fronte comune per cacciare il presidente Bashar al Assad. Ma l’opposizione resta divisa.

Assad ha incassato ieri l’appoggio dell’Iran che – ha detto la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei – difenderà la Siria per il suo sostegno alla resistenza anti-sionista. In un messaggio inviato al quarto vertice dei Paesi Brics – di cui fa parte anche la Russia, alleato strategico di Damasco – il Presidente ha reso noto di avere accettato il piano di Annan.

Intanto, però, i combattimenti lasciano sul terreno tanta disperazione. Secondo fonti delle Nazioni Unite, il bisogno di aiuti umanitari per i siriani è in aumento. Ci sono sfollati, feriti. Sono almeno un milione, ma la situazione peggiorerà ulteriormente.