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Londra, Bhopal e la sponsorizzazione che non s'ha da fare

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Londra, Bhopal e la sponsorizzazione che non s'ha da fare

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Era il 3 dicembre 1984 quando dagli impianti dell’americana Union Carbide a Bhopal, in India, fuoriescono tonnellate di gas tossici, che causano 25mila vittime.

Tredici anni fa, la Union Carbide è stata acquisita dal colosso Dow Chemical, che sarà uno degli sponsor delle prossime Olimpiadi di Londra.

Denaro insanguinato, accusano le associazioni delle vittime, che hanno manifestato davanti all’edificio del Comitato olimpico internazionale.

Questa l’opinione del laburista britannico Navin Shah, eletto all’Assemblea di Londra: “Il sindaco di Londra, lo stesso primo ministro, riuscirebbero a farvi credere che non c‘è niente di male nella sponsorizzazione di Dow Chemical. Ma è falso. E’ offensivo. Dovrebbero chiedere scusa per quello che hanno causato alle povere vittime di Bhopal e invece non lo stanno facendo”.

Il colosso chimico si difende sostenendo di non avere niente a che vedere con la catastrofe industriale e che per risarcire il disastro sono stati pagati 350 milioni di euro a titolo di compensazione, ma l’India non è soddisfatta.